La nobiltà dei metalli

I metalli nobili

I metalli detti “nobili” hanno particolari proprietà che, insieme alla loro contenuta disponibilità in natura, li rendono preziosi. Le caratteristiche che li contraddistinguono sono che 1) non si ossidano, 2) rimangono inalterati nel tempo, 3) non si combinano facilmente con altre sostanze, 4) resistono agli acidi.

I metalli nobili sono rutenio, rodio, palladio, argento, osmio, iridio, platino e oro.

L’oro e l’argento erano conosciuti fin dai tempi più antichi perché si trovano allo stato nativo e non come minerale. Invece il platino fu scoperto intorno al 1735.

Pepita d'oro

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Metalli nobili

L'oro

Si trova soprattutto allo stato nativo sotto forma di pagliuzze, granelli e pepite. È un metallo nobile, splendente, inattaccabile dagli agenti chimici, estremamente malleabile: con 1 grammo di oro si può fare un filo lungo circa 2 Km. Si possono fare lamine dello spessore di 1/10.000 di mm.

L'oro usato in gioielleria è legato a uno o più metalli per aumentarne la rigidità ed ha una colorazione che varia a seconda del tipo di lega (con argento o rame). In questo caso si chiama "titolo" la quantità di oro presente nella lega. Il titolo si può esprimere in carati oppure in millesimi. L’oro puro ha 24 carati, l’oro in lega per la gioielleria ha una purezza non superiore a 18K, in quanto una proporzione maggiore ne renderebbe impossibile la lavorazione.
L’indicazione di purezza in millesimi è, per l’oro 18K, 0,750.